Wednesday, 19 June 2013
Teoria dei modelli mentali e sviluppo
Scritto da Dott. Loredana Scalini Mostra tutti gli articoli di questo autore.
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TEORIA DEI MODELLI MENTALI E SVILUPPO

 

 

La teoria dei modelli mentali, anche nei pochi studi sulle inferenze induttive dei bambini, sembra presentare limiti minori rispetto ad altre teorie.

Secondo tale teoria il ragionamento è un processo semantico in cui le diverse rappresentazioni del contenuto delle premesse vengono manipolate mentalmente al fine di ricavare conclusioni. Tale processo è vincolato soprattutto dai limiti della memoria di lavoro e poiché la capacità di quest'ultima si sviluppa con l'età, ciò porta a predire che i problemi che comportano un maggior carico della memoria di lavoro, e cioè quelli che richiedono la costruzione di un più alto numero di modelli delle premesse, saranno risolti più facilmente dai bambini più grandi e dagli adolescenti che non da quelli più piccoli.

 

Johnson-Laird ha dimostrato che tanto nei bambini quanto negli adulti le prestazioni dei problemi sillogistici dipendono dal numero di modelli mentali da costruire: più sono numerosi e più il sillogismo risulta difficile.

Tale predizione è stata confermata da diversi studi, dai quali è anche emerso che la capacità di trarre conclusioni valide da sillogismi quantificati è presente almeno a partire dai 7 anni.

La teoria dei modelli mentali spiega le buone prestazioni ottenute in problemi relativi a contenuti specifici come quelli deontici, sulla base della maggior facilità a rappresentare tutti i modelli necessari per la soluzione del problema.

Tuttavia l'autore non è riuscito a provare l'esistenza di una correlazione significativa tra la capacità di risolvere i sillogismi e lo sviluppo della memoria di lavoro.

 

 

 

RAST

 

Introdotto da Johnson-Laird e Wason nel 1970, in questa versione del compito di selezione i soggetti devono fare delle inferenze solo in relazione ai casi q e non q. Ad esempio si mostrano due gruppi di scatole:

 

  1. Gruppo 1 = scatole con cartoncini rossi (q)

  2. Gruppo 2 = scatole con cartoncini neri (non-q)

 

I cartoncini possono avere due forme:

 

  1. Forma quadrata (p)

  2. Forma triangolare (non-p)

 

Compito dei soggetti è quello di stabilire se la seguente regola è stata rispettata (è vera o falsa):

 

«se un cartoncino ha la forma quadrata, allora è di colore rosso»,

 

chiedendo allo sperimentatore di aprire le scatole una alla volta e di estrarre i cartoncini sino alla verifica della regola. La strategia corretta consiste nel chiedere allo sperimentatore di aprire tutte le scatole contenenti cartoncini neri, perché solo in questo modo sarà possibile individuare i possibili contro esempi.

La maggioranza dei bambini e dei soggetti adulti risolve correttamente il problema.

 

 


 

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